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Il Mito di Cirta 

Come Cirta divenne la Signora delle Acque Sotterranee.

Da ‘Teogonia di Askedoria’ di Kurunta

Quando la grande bestia chiamata Ophiotauro fu uccisa e il suo sangue donatore-di-vita sgorgò dai cieli mutevoli, il mondo si fece gonfio di acqua, e ci fu guerra tra i suoi figli e i viventi.

Hekas, il Distruttore di Alberi, era il più vecchio tra i figli di Ophiotauro, e ogni anno reclamava un tributo dai viventi e la sua fame era senza limiti. Un anno, Cirta, sorella di Phoeraia, fu scelta per essere sacrificata e, nonostante le molte lacrime versate, viaggiò verso Oriente per raggiungere il nido del Serpente.
Lì, sul fondo di un pozzo, Hekas la cui-ombra-oscura-i-cieli sibiliava e rideva di piacere quando vide Cirta dalle bianche braccia. Era sul punto di circondarla nelle spire del suo corpo illimitato quando ella parlò, ‘Oh, splendido, bellissimo Hekas, Luce del mondo! Io ti scongiuro, concedimi un ultimo desiderio prima che io vada incontro alla mia precoce fine.’
‘Cosa vuoi da me?’ disse il mostro.

‘Io sono una vergine che non ha mai conosciuto il piacere dei giochi d’amore, e tu, gentile Hekas, tu sei il più bello di tutti. Insegnami la lotta dei baci affinché io possa morire in pace.’
Hekas rimase in silenzio, così Cirta continuò, ‘Io ti voglio dentro di me, mio nobile Signore, questa è l’unica cosa che desidero, lo giuro sulla Cupola senza Fine del Cielo. Io voglio amare e niente altro.’ ‘Ti concederò quel che chiedi,’ replicò Hekas finalmente.

‘Tuttavia, non credere che ti risparmierò la vita. Dopo che le tue carezze mi soddisferanno, tu verrai divorata.’
‘Non desidero nulla di più,’ disse Cirta. ‘Ma come potrò accoglierti dentro di me, Oh Serpente Infinito? La decima parte della decima parte di te è più lunga della distanza tra la terra e i cieli. Per favore, riduciti ad una dimensione proporzionata alla mia, affinché io possa unirmi a te.’
Hekas acconsentì e fece quel che la sorella di Phoeraia implorava. Allora, la veloce Cirta sguainò il suo pugnale e decapitò il possente Hekas e ingoiò il suo corpo. Mise poi la sua testa sibilante dentro di lei, tra le cosce, e disse, ‘Tu ora sei dentro di me, Oh Arrogante, tra tutti il più Arrogante Hekas, e Io sono piena della tua conoscenza illimitata e del tuo potere.’ Ma la testa del mostro iniziò a putrefarsi immediatamente e fermentò in lei sprigionando sangue nero e nebbie. Cirta divenne febbricitante, il suo grembo si gonfiò, e lei rimase nelle profondità del pozzo per un anno intero. Quando questo tempo fu trascorso, Zephrios Hekaterios, Colui-che-ha-la-pelle-di-zaffiro, emerse da lei come una sorgente dalle rocce. Stirò il suo corpo flessuoso, si guardò intorno, vide sua madre e la trovò bella. Così Zephrios la avvolse nella sua spuma dolce e scintillante, prese piacere dal suo corpo e poi svanì seguendo le grandi maree. Dopo un altro anno, Cirta generò due gemelle, che furono chiamate le Zephridi figlie di Zephrios, e talvolta le Hekateridi, poiché discendevano dal grande mostro.