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Fragments of the Past – Libro I è  un libro nel quale perdersi, un viaggio in un passato perduto che avrebbe potuto essere e che non è statouna collezione di miti, disegni, artefatti, poesie e storie dell’antico continente di Askedoria.

I lettori vi troveranno il piacere dei racconti arcaici, mentre per i giocatori e i narratori del Gioco di Ruolo sarà una fonte di ispirazione e un tesoro di informazioni per vivere ancor più intensamente il mondo ardente cinto dall’Oceano Ophiotauro

Cosa troverai al suo interno:

90 pagine e più di 40 illustrazioni.

Una descrizione geografica di Askedoria, gli usi e i costumi ancestrali di Iskuzai ed Etoi.

Numerosi artefatti e talismani legati al culto dei Dodici Dèi.

Miti dedicati a Sei tra i Dodici Immortali. dalla divina Phoeraia alle Lune Gemelle, le Dee-dal-Volto-Verde.

L’empia storia dei tragici amori del Principe-Mercenario Diosconis e dell’Oracolo-Concubina Tumsilt dei Nomadi Celestii

Frammenti di COnoscenza

fonti di ispirazione

Da Memorie di Adriano alla grande opera di Tolkien, Fragments of the Past ha un debito nei confronti dei grandi artisti e scrittori del passato. Tuttavia, deve la sua anima alle coste antiche della Sicilia, della Campania, di Rodi, a Favignana, Gaeta, Sperlonga, alla petrosa Sardegna interna e ai suoi mari ardenti, alla luminosa Napoli la cui bellezza incanta, a Paestum la cui nostalgia conforta, all’Abruzzo dove si scorge l’Alba, al Marocco dove ancora commuovono le rovine di Volubilis e all’Egitto, la terra di fango nero e pietre gialle, amata culla dei nostri maestri dagli occhi dipinti.

Il Tempo consuma ogni cosa, ma non l’Amore.   

 

 

 

Fantasia e realismo

Fragments of the Past è una chimera, un’opera di fantasia che non vuole essere una descrizione storicamente accurata o una riproposizione del mondo antico. In Askedoria non ci sono popoli simili ai Greci o ai Fenici e non c’è il desiderio di ricreare fedelmente le arcaiche società del Bronzo. Eppure, l’intento è quello di sognare tutti quei passati che non sono stati per immaginare un futuro che ancora non vediamo.